Associazione Valeria Lepore

Sanità, l'Italia è al 21mo posto in Europa

E' un percorso in continua discesa quello delle prestazioni del Sistema Sanitario italiano, o almeno è così che viene dipinto dall'Euro Health Consumer Index, la classifica che valuta il livelli di soddisfazione dei cittadini in termini di assistenza sanitaria. L'edizione 2014, l'ottava a partire dal 2006, vede infatti scendere l'Italia dal 20mo posto occupato nel 2013 alla 21ma posizione, ben 5 gradini più in basso rispetto alla 16ma occupata nel 2008. In altre parole, nonostante le classifiche riguardanti spese e performance cliniche collochino l'Italia nella media europea, i cittadini non sono per nulla soddisfatti.

Quello occupato è infatti il 21mo posto su 37, una posizione ben lontana dalla vetta, dove si collocano i Paesi Bassi. Per di più mentre in generale in Europa è stato rilevato un miglioramento delle prestazioni sanitarie, quelle del Sistema Sanitario nostrano continuano inesorabilmente a peggiorare. Secondo gli autori dell'indagine alla base del declino ci sarebbe anche laframmentazione regionale dei servizi, che come spiega Arne Bjornberg, presidente della società svedese che ha elaborato la classifica (Health Consumer Powerhouse), porta a "enormi divari delle prestazioni fra il Nord e il Sud, fra una Lombardia e una Calabria, divergenze che spiegano i mediocri risultati medi". A questo divario, che secondo Bjornberg e colleghi rischia di ampliarsi ulteriormente, si aggiunge la mancanza di una preparazione nell'assistenza a lungo termine per una popolazione che sta invecchiando.

"Attendersi grandi riforme, che appaiono estremamente incerte, significherebbe prendersi in giro", commenta Bjornberg. Infatti in quello che viene definito un "clima di paralisi politica imperante" tipico dell'Italia dei giorni nostri non vengono attuate azioni che riescano a risolvere i problemi radicati nel Sistema Sanitario Nazionale. Quale può essere, allora, la strategia per risolvere la situazione? Gli autori elogiano ad esempio le associazioni dei pazienti, che sono riuscite a ridurre il problema dei pagamenti in nero, e indicano soluzioni più specifiche. Fra le azioni che potrebbero aiutare a far fronte alla situazione vengono ad esempio citate la lotta al fumo, fattore che riduce il successo dei trattamenti, e quella all'abuso di antibiotici, responsabile dell'aumento delle infezioni ospedaliere. Sembra, insomma, che il Sistema Sanitario italiano debba essere aiutato a mantenersi in salute senza essere curato direttamente.

Fonte: IlSole24ore