Associazione Valeria Lepore

Caso di malasanità a Fasano: a luglio dovrebbe arrivare la sentenza

Sotto processo sono finiti due medici e tre infermieri

FASANO – Salvo un ennesimo rinvio, il prossimo 15 luglio dovrebbe arrivare la sentenza a carico di due medici e tre infermieri in servizio, nel giugno 2011, presso l'ospedale "Umberto I" di Fasano accusati di un caso di malasanità.

L'udienza del 14 maggio scorso del processo non è stata, infatti, risolutiva della vicenda ed è stata aggiornata dal giudice del Tribunale di Brindisi Genantonio Chiarelli al 15 luglio quando, a meno di un ulteriore rinvio, dovrebbe arrivare la sentenza per i cinque imputati.

Protagonista di questo presunto caso di malasanità è stata una giovane donna che si era sottoposta ad un intervento chirurgico per la rimozione di un polipo vaginale. Secondo quanto sostenuto dalle accuse la prima equipe medica che aveva operato la donna avrebbe dimenticato nell'addome della paziente una garza. La donna avvertendo dolori si era poi sottoposta ad ulteriori controlli medici, nel corso dei quali i medici non si erano accorti di nulla.

La Procura della Repubblica aveva chiesto ed ottenuto di processare per concorso in lesioni personali colpose due medici – una ginecologa ed un anestesista – e tre infermieri all'epoca in servizio presso il nosocomio fasanese.

Secondo le accuse medici e infermieri avrebbero "in cooperazione colposa tra loro, per colpa dovuta a negligenza, imprudenza ed inosservanza di norme che disciplinano l'attività medico-chirurgica" causato lesioni ad una paziente che si era sottoposta ad intervento chirurgico "per via vaginale di polipectomia cervicale". L'equipe avrebbe omesso "di adottare le cautele preoperatorie e operatorie, cioè mantenere un estremo della garza introdotta in cavità dall'esterno e successivamente verificare che la stessa venisse rimossa, mediante una revisione del campo operatorio e la conta sistematica di tutti gli strumenti, garze comprese".

L'intervento fu eseguito il 9 giugno 2011. Dodici giorni dopo la paziente avvertendo dolori lancinanti alla parte bassa del corpo si era recata in ospedale per farsi visitare dalla stessa ginecologa, la quale, secondo quanto scrive il magistrato inquirente nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, "ometteva di effettuare adeguati riscontri diagnostici mediante esami clinici nonostante la donna lamentasse dolori".

La garza dimenticata nella cavità vaginale della paziente le aveva poi provocato una infezione e di conseguenza dei forti dolori.

I medici e gli infermieri sono ora sotto processo e la sentenza dovrebbe arrivare il 15 luglio prossimo.

Fonte:Gofasano.it