Associazione Valeria Lepore

Malasanità, 2 denunce su mille casi

Due su mille non ce la fanno e denunciano casi di malasanità dopo la dimissione dall'ospedale. Questa la media nelle regioni italiane secondo le cifre del primo report annuale stilato dall'Osservatorio nazionale sinistri gestito dall'Agenas, l'agenzia per i servizi sanitari.

Gli errori in sanità denunciati sono stati pari a 20,94 su 10 mila dimissioni: nel 65,86% dei casi riguardano lesioni personali (nel 12,88% per decesso e nel 5,67% per danno a cose) con risarcimenti che, in media, hanno riconosciuto ai degenti 52 mila euro. Nel 33,55% i sinistri aperti hanno riguardato un intervento, nel 18,49% l'assistenza e nel 17,31% la terapia.

Nel 52,43% l'apertura di un sinistro era in regime di ricovero ordinario, nel 15,48% dei casi si è verificato in accesso al Pronto soccorso e nel 9,34% in ambulatorio. Nel 72,34% dei casi le denunce vengono presentate tramite l'avvocato, direttamente invece nel 10,61% dei casi e 3,87% attraverso una agenzia antiinfortunistica.

Il 74,44% dei sinistri aperti ha un procedimento stragiudiziale, la Conciliazione riguarda, invece, l'8,98%. Il risarcimento per decesso è di 284.669 euro, seguono quelli per lesione dei diritti giuridicamente rilevanti con una media di 56 mila euro e poi ci sono le lesioni personali con una media di liquidata di 45 mila euro. Però occorrono fino a quasi 4 anni per chiudere una causa: 872 giorni per l'apertura di una pratica e 542 per la chiusura. Le denunce sono arrivate, per un terzo dei casi, dagli over 65 (mentre nel restante 17% dalla fascia tra i 45 e i 54 anni e nel 16% tra i 55 e i 64 anni).

In media il risarcimento arriva al 27% della somma preventivata. Però sono stati liquidati in un anno solo il 2,7% dei sinistri. L'importo massimo per lesioni personali liquidato è arrivato a 2,4 milioni di euro mentre il minimo non è andato oltre i 16.150 euro. Per decesso il massimo liquidato è stato di un milione e 400 mila euro.